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PachinoPromontorio1
4 ottobre 2008
Pachino Promontorio ...

Il Progetto, intende costituire a livello formale la base per l’avvio di una Azione di Sviluppo Locale.

Oggetto: I FEUDI

 

Studio,catalogazione, progettazione del recupero delle parti principali dei casamenti,casa Padronale e chiesa.

Il progetto prevede due livelli di sistema a rete in grado di connettersi, con i territori limitrofi.

Il primo sistema è costituito dai beni culturali ed ambientali  che costituiscono le sedi architettoniche degli antichi Feudi.

Il secondo sistema e costituito da fabbricati di derivazione feudale. Con la formalizzazione di nuove tipologie, direttamente derivate da quelle dei Feudi. Ma con una progettazione piu’ formale.Masseria

Il progetto prevede,  lo studio approfondito delle parti fondative dei feudi. Dal punto di vista della  costruzione formale architettonica.

Dal punto di vista tipologico e morfologico.

-----------------------------------------------------------------------------------------------vedi sotto descrizione di Emilio Pecora

          Sul fronte ionico zona del Pachinese.

Il Pecora esegue una bellissima descrizione del paesaggio agrario della zona di Pachino. Leggendolo attentamente nella parte che riguarda la descrizione dei casamenti rurali che individua con il nome villa , l’autore non approfondisce piu’ di tanto sulla fondazione dei primi nuclei generatori dei fabbricati che sono la casa padronale e la chiesa.

Poiche all’origine della fondazione del feudo la funzione in esso esercitata era massima. Non vi erano centri urbani vicini. Di conseguenza la vita all’interno del feudo e dei suoi casamenti doveva svolgersi in un modo  molto formale. E dove parti dei fabbricati erano destianti alla residenza del nucleo che portava avanti l’economiaa formale del feudo.



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Analisi della situazione negli anni 60-70

studi di Emilio Pecora sugli Iblei.

la zona di Pachino illustrata egregiamente da un geografo.

la realtà di quel periodo storico va oggi rinterpretata per capire se è possibile uno sviluppo diverso ed un nuovo rapporto fra Citta’ e Campagna.

La fronte Marittima ionica

Olski editore Firenze

LA ZONA VITICOLA DI PACHINO.

DI EMILIO PECORA

“- Tra le foci della Cava D’Ispica ad Ovest e del Tellaro a nord-est la regione iblea si protende a formare una tozza penisola quadrangolare, distinta da tratti veramente peculiari. In questa penisola,o agro pachinese, domina in modo pressochè incontrastato la vite, che riveste i caratteri di una vera monocultura. Il manto compatto delle viti si sfrangia, lasciando sempre piu’ spazio ai seminativi arborati con olivo o mandorlo, soltando dove l’agro si addossa ai bassi tavolati di Modica e di Noto, cioè lungo i suoi margini , mentre all’interno si apre talora su ampie radure di seminativi nudi e di incolti produttivi o sterili, in corrispondenza dgli affioramenti del substrato calacareo : tracce residuali, queste ultime, di una agricoltura di tipo estensivo, basata su grandi aziende allevatrici, caratteristica della regione ancora all’inizio del secolo scorso.

Il  manto omogeneo delle viti ad alberello, si innalza a ravvivare il paesaggio un gran numero di case rurali, che danno subito l’impressione di un popolamento sparso particolarmente intenso , quale è difficile vedere in altre plaghe della Sicilia. Ma la realtà del paesaggio umano è tutt’affatto diversa: le case isolate vengono abitate per la maggior parte soltanto temporaneamente, durante il periodo dei lavori piu’ intensi delle vigne e nei campi. La densità della popolazione sparsa si deprime infatti al di sotto di 5 ab, peer kmq, e talora si annulla del tutto. Gli abitanti vivono anche nell’agro pachinese prevalentemente accentrati, nonostante la popolazione attiva mostri un grado di ruralità marcatamente elevato, pari al 60,5%. Eppure il processo di disgregazione dei feudi in questa cuspide meridionale della regione iblea si è spinto ad un punto rimarchevole: a Pachino le proprietà inferiori a 5 ha interessano il 54% del territorio comunale.Ma tale processo non è stato accompagnato dal trapianto delle famiglie agricole dai centri abitati ai fondi coltivati: la dissociazione tra campagna e sedi rurali si è al contrario rafforzata, per l’inerzia dovuta alla secolare consuetudine a vivere in modo associato nei centri, la dispersione delle aziende in stacchi o campi molto lontani tra loro, e infine l’adozione da parte della grande proprietà ancora esistente di sistemi di conduzione- l’affitto diretto o per mezzo di intermediari (gabellotti) ai contadini (terraggeri mitateri) soltanto per un anno e con contratto per lo piu’ verbale- che non facilitano ovviamente l’insediamento sparso.

Alla omogeneità del paesaggio agrario si oppone pertanto una estrema varietà delle dimore rurali. Il piu’ antico tipo di insediamento, che dovunque affiora nelle campagne- nell’agro pachinese come in tutta la regione iblea- è la grossa masseria, già centro e simbolo della grande proprietà terriera e della grande azienda cerealicolo-allevatrice ad essa corrisponde nei centri abitati, in particolare a Pachino che domina tutto l’agro, la piccola casa contadina, di struttura particolarmente semplice. La masseria, molto complessa e compatta, si impone solenne nell’aperta campagna, spesso dalla’alto di una seppur lieve prominenza del terreno. Essa dà subito l’impressione di un centro organizzativo di vita rurale, autonomo e indipendente, riecheggiando ,almeno  negli elementi strutturali di base, le movenze della grande cassina lombarda e piamontese. Da tempo invece la masseria non costituisce più un centro di attività agricole ben definite: la divisione dei feudi(feu) di cui la masseria rappresenta il simbolo concreto , materiale, ha determinato, con la fine delle sue antiche funzioni agro-pastorali, la morte della masseria come nucleo vivo e attivo di popolazione agricola, l’ha trasormata in un anacronismo visibile, in un complesso rustico senza alcuna apprezzabile funzione. La masseria è diventata nell’agro pachinese, per lo più, uuna dimora temporanea nonostante la sua complessità, sia stata lottizzata o sia al contrario riuscita a mantenere una sua unità aziendale: i capaci edifici del rustico come vani d’abitazione sono usati soltanto durante i lavori di campagna e il periodo della raccolta.

In genere essa non costituisce più, pertanto, il centro ne di una unità fondiaria, ne di una unità aziendale; e quanto risulta ancora abitata in modo permanente il suo corpo compatto appare in realtà come rotto in più parti, destinate a piccoli proprietari o ad un numero più o meno grande di affittuari. Elemento fondamentale e distintivo della masseria è il cortile, che appare delimitato sui suoi quattro lati da costruzioni dalle funzioni originariamente ben definite, ad un solo piano. Soltanto su un lato la fabbrica mostra un secondo piano, oltre al terraneo, al quale si accede grazie ad una scala esterna di pietra: è la casa padronale, riservata al proprietario che abita durante il periodo del raccolto, detta vills o casa di campagna. Accanto ad essa o sul lato direttamente opposto, una sola porta alta ed un arco legemente svasato- sostituito a volte da un androne, che sopporta una parte della casa padronale immette nel cortile. Questo è piccolo , assolutamente incomparabile con la corte della cassina lombarda: esso non è mai stato il centro di nessuna operazione agricola. Qui venivano portati soltanto i prodotti dai campi , già pronti per essere immagazzinati (grano fieno) o elaborati (olive), non diversamente da quanto avviene ora: per mezzo di asini, che ne curavano il trasporto a soma dai campi.

 A differenza della cassina lombarda la masseria era dunque un insediamento di tipo decisamente padronale, che teneva lontano , vincolati nei grossi centri abitati come riserve coloniali, i lavoratori agricoli.

Un lato della masseria di norma quello corto, è dunque occupato in genere dalla villa padronale al primo piano e dai magazzini dello stesso proprietario al pianoterra. La villa rimane cosi inquadrata tra due lati lunghi, dove si dispongono da una parte un Trappeto (per le olive), una carraia per i depositi per la paglia,e  dal’altra una stalla assai capace e due locali per la preparazione della ricotta e del formaggio: la stalla , ovviamente, venuto meno l’allevamento del bestiame, è stata trasformata nel coso degli ultimi sessant’anni in cantina e palmento ( locale per la pigiatura delle uve). I vari affittuari usano a turno il palmento, in base all’estensione del fondo coltivato, e godono di un piccolo settore della cantina. La maggior parte di questa resta tuttavia a disposizione del proprietrario, che incamera dai compartecipanti e affittuari una notevole parte del prodotto(da un terzo a due terzi) : Su quarto lato , infine -quello che si oppone alla villa- si innalzano altri magazzini, originariamente adibiti anche ad abitazione, o corre più semplicemente un muretto di cinta. Il pozzo o la cisterna e l’abbeveratoio, oramai in disuso, si trovano presso la stalla o anche quasi al centro del cortile.

Il materiale di costruzione predominante è costituito da blocchi di calcare. Le pareti sono intonacate verso l’esterno, ma presentano sul cortile la pietra viva: ciò dà un senso di solidità e nel contempo di austerità al complesso rurale. I tetti sono di norma a due pioventi, di tegole curve ,appogiati., tranne che nella villa, su una intelaiatura di legno e di canne. Nell’interno spesso le intere pareti prospettanti sul cortile sono coronate verso il culmine da una lunga fila di coppi ricuvi (ciaramiri) . posti con l’incavo verso l’alto, i quali servono prevalentemente come collettori dell’acqua piovana dai ciaramiri l’acqua passa in un canale addossato al muro per defluire in piccoli condotti posti sotto il cortile e convergenti verso la cisterna.

In campagna , alle masserie si giustappongono, imbracandovisi fortemente, le dimor rurali più elementari, di origine assai recente. Esse rappresentano una notevole varietà di forme, in dipendenza della loro funzione ed  in rapporto alla genesi del loro sviluppo, ma ciò nonostante si mantengono entro i limiti di una sicura e chiara semplicità.

Il tipo di casa rurale prevalente mostra una pianta rettangolare, entro cui trovano posto due vani: l’abitazione ripsostiglio e della stalla fienile (pagghialora) La copertura è formata da un unico tetto a due pioventi , costituito da tegole curve coppi, che poggiano su una intelaiatura di legno e di canne legate insieme in modo molto compatto, detta cannizzata. I due vani, presssochè eguali- ciascuno con una porta d’ingresso ad arco basso, sul lato lungo, e qualche piccola finestra- non si presentano molto ben distinti sul piano delle funzioni.

In effetti , si tratta di abitazioni a carattere prevalentemente temporaneo, quasi del tutto prive di oggetti di arredamento anche elementari: la presenza di un piccolo tavolo, di qualche sedia e sgabello ed eccezionalmente del focolare (fornelli) permette di distinguere l’abitazione ripostiglio dalla stalla fienile, che dispone a volte della greppia per il mulo o l’asino.

Questo tipo elementare di casa bicellulare a pianta rettangolare spesso si complica per duplicazione: cioè per la giustapposizione di un altro ambiente di forma pure rettangolare, con il tetto indipendente: il quale può avre due pioventi- e in caso ripete esattamente la struttura dell’elemento originario della dimora - o un solo piovente: e allora il nuovo ambiente aggiunto risulta meno sviluppato in altezza, e la sua copertura si addossa a piano inclinato, a mò di tettoia, al primo. Si forma in questo modo la pinnata, o stalla aperta che si titrova con qualche variante in tutta la regione iblea e in molte altre contrade della Sicilia. Si tratta evidentemente di una varietà recenzione, da mettere in rapporto all’ammodernamento e alla conseguente intensificazione delle colture, a dispetto del fatto che tali dimore continuano a fungere soltanto come sedi temporaneee per gli agricoltori che vivono nei centri.: in effetti la duplicazione significa spesso la comproprietà della dimora da parte di due famiglie contadine.

 Tale reciprocità risulta ancora evidente quando si pone mente al fatto che la casa ad elementi giustapposti sotto uno stesso tetto si presenta come una vera piccola unità edile stilisticamente ben compiuta, la quale riecheggia assai da vicino la struttura del palmento, una piccola costruzione pr la lavorazione delle uve, che compare frequentemente, isolata, in mezzo agli ex feudi. Di questi palmenti , in genere, si servono quasi tutti i piccoli proprietari e afituari: le sase isolate del pachinese , prevalentemente viticolo, sono invero per lo più prive dell’attrezzatura atta alla vinificazione. La deficenza di capiatale non ha permesso l’adeguamneto della casa rurale, che ha sempre assolto soltanto alla funzione di casa-ricovero temporanea, per quantogrande. alle nuove funzioni agricole dell’agro. Nella casa di campagna, il piccolo palmento figura molto rararamente. A questi tipi di dimora elementare si ricollegano strutturalmente anche le più piccole case-ricovero in muratura, a due vani variamente giustapposti, che ravvivano il paesaggio agrario: le più semplici hanno il tetto di canne e di paglia , e rappresentano l’anello di passaggio verso i ricoveri costruiti esclusivamente con materiali vegetali. Detti pagghiari. Sia le case ricovero che i pagghiari sono presenti soltanto come forme residuali.

Un’altra variante della casa elementare ad elementi giustapposti ad un solo piano, è quella delle aree interessate dal pascolo e dal seminativo asciutto.

Qui l’allevamento dei bovini e sopratutto delle pecore è ancora prevalente e caratteristico. La casa si presenta pertanto più capace, e risulta formata dalla successione di tere vani principali, posti in questo ordine, abitazione fienile stalla. Piccoli locali per il forno e la lavorazione del latte si trovano ora addossati alla casa, ora anche da essa discisti: sul lato opposto di un piccolo cortile in terra battuta si sisegnano gli stazzi (mandre) per le pecore, grosse casse quadrangolari limitate da muretti a secco.

Tipi di abitazione assai recenti si ritrovano nelle aree interessate dalla riforma fondiaria postbellica- casette ad elementi giustapposti secondo schemi che si riportano anche in altre plaghe, non soltanto siciliane- e in  una stretta fascia che da Punta delle formiche si spinge a Portopalo: in un’area che da pascolativa e sterile nel corso degli ultimi  dieci,quindici anni si è trasformata in una plaga di prospere attività orticole, alle quali si disposa pure un razionale allevamento di bestiame bovino , da latte e da carne. In quest’ultima area la casa, costruita con blocchi di petra siracusana , o calcare bianco, è più complessa: essa mostra le forme di una piccola corte , ed è abitata in permanenza dal proprietario- in parte son contadini qui trapiantatasi dal territorio di Scicli -e da alcune famiglie di salariati. Il suo aspetto è tuttavia assai semplice, la superficie edile occupa relativamente modesta gli edifici piuttosto dimessi: il fondo coltivato non è grande , anche se colture , di pregio, ne fanno un’unità aziendale particolarmente prospera.

Nonostante la ricchezza di dimore che costellano l’agro pachinese , la maggiore parte dei lavoratori agricoli- piccoli conduttori diretti affittuari e giornalieri- vive nel centro di Pachino. Le condizioni delle loro case sono veramente pietose, e soltanto l’esame di una pianta della cittadina - che come quella di molti altri abitati siciliani fondati appositamente tra il cinquecento e i primi del settecento per la colonizzazione e il ripopolamento degli agri spopolati. si presenta con caratteri di una regolarità geometrica sorprendente- puo’ ingenerare l’errata impressione di una comunità socialmente evoluta, di una architettura urbana ricca o almeno decorosa. Le case sono riunite in blocchi quadrati, detti isole che la rete delle strade chiaramente enuclea. Esse sono saldamente legate tra di loro, per quanto presentino tetti indipendenti a capanna o ad un solo piovente, e mostrano an’unica soluzione di continuità nel caseggiato in corrispondenza di una apertura, larga due o tre metri, la carraia che dà accesso ad un piccolo cortile, il quale talvolta è ridotto a uno striminzito budello. Soltanto una parte del case prospetta, anche, sul cortile.

Le case che formano un’isola sono spesso di un solo vano: questo vano, con i lati di appena 4-5 m serve per tutti i bisogni della famiglia contadina.

Ma le più diffuse sono quelle a due vani: cucina e camera da letto, o abitazione e carretteria, che si dispongono di fianco, oppure si susseguono in profondità.

La carretteria, cioè il vano per il carro l’asino e il fieno, presenta una larga porta che poggia su un imbasamento di calcare, entro il quale sono evidenti e ben segnati i solchi incavati dalle ruote del carro. Più recente, ma meno frequente, si osserva anche la varietà a due vani sovrapposti, con scala interna di pietra, addossata ad una parete laterale. Evidente appare il carattere originariamente urbano di questo tipo, piu’ diffuso intorno alla piazza centarale dell’abitato; e del pari, motivi tipicamente urbani ripetono alcuni elementi ornamentali, spesso presenti anche nelle dimore più povere, come piccoli balconi appena accennati a pianoterra , o una trabeazione piuttosto ricca alle porte di ingresso.”

 

 



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permalink | inviato da Pachinos il 4/10/2008 alle 1:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 febbraio 2008
Dal "Giornale di Sicilia" del 17-01-2008 Marziano affida gli incarichi nell’esecutivo...no comment...
 http://www.girodivite.it/+Sempre-polemiche-all-interno-del+.html

Sempre polemiche all’interno del PD siracusano
Pubblicato venerdì 18 gennaio 2008.

Dal "Giornale di Sicilia" del 17-01-2008

Cronache politiche. Il deputato regionale all’Ars esprime disagio sulle designazioni:

“Non c’è stato alcun confronto”. Marziano affida gli incarichi nell’esecutivo

Ias e nomine, De Benedictis: “Un chiarimento nel Pd”

Tensioni in cada del Centrosinistra dopo la nomina del vicepresidente dell’”Ato rifiuti” prima ed il tentativo di designare il nuovo presidente dell’”Ias” senza un “confronto preventivo”.

Le dichiarazioni che arrivano da autorevoli esponenti del “Pd” danno la misura dello stato di grande “disagio” che si continua a registrare nel partito. A parlare chiaro è il deputato regionale Roberto De Benedictis. “A prescindere dai nomi non c’è nessuna indicazione che può essere addebitata al partito – dice – visto che l’argomento non è stato affrontato. E qualsiasi discussione fatta da chicchessia resta a titolo del tutto personale, perché non è legittimato a parlare per il partito”.

“Non c’è nulla che può essere appreso dai giornali – aggiunge De Benedictis – se prima non si affronta la questione attraverso i meccanismi del partito e sui frutto di decisioni collegiali”.

Un meccanismo che non sarebbe stato attuato per l’”Ato rifiuti”.

“C’è chi continua a credere – dice De Benedictis – che perché è capo di un ente, è a capo di tutto”.

Intanto la vicenda “Ias” si “arricchisce” di nuovi particolari. A “caldeggiare” un rinvio sui nuovi vertici sarebbe stato il parlamentare Rino Piscitello. Che avrebbe poi rappresentato la propria “contrarietà” sul fatto che non ci sarebbe spazio per un rappresentante del comune di Priolo, come “sperato”.

A rendere più “vivace” la vicenda anche indiscrezioni su ipotesi di “garanzia “ per la guida dell’”Ias”.

Intanto se da un lato il deputato all’Ars Egidio Ortisi è stato investito della nomina di responsabile del settore scuola per il “Pd” siciliano, a livello locale si è dato il via ad incarichi interni.

“Mi sento gratificato – dice Ortisi – dalla scelta del segretario regionale del Pd, ma soprattutto sono stimolato dalla possibilità di rappresentare ufficialmente e senza veli al ministro Fioroni le condizioni della scuola in Sicilia e le proposte di miglioramento”. Nel “Pd” Siracusa invece i vicesegretari Giovanni Cafeo, Enzo Pupillo e Gigi Muti sono stati nominati rispettivamente supervisori per Enti Locali, organizzazione e comunicazione. Mentre Milena Contento, Elio Piscitello e Franco Oddo, sempre per gli stessi settori sono stati nominati responsabili. Le Politiche industriali sono state affidate a Massimo accolla, l’Economia a Sebastiano Brancati, l’Ambiente ad Antonio Camalleri, il Turismo a Marika Cirone Di Marco, Giustizia, sicurezza e legalità a Gigi Muti ed Elio Piscitello, la Sanità a Turi Raiti.





permalink | inviato da Pachinos il 5/2/2008 alle 20:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 febbraio 2008
Video Google You Tube La NASA li manda alla polare io con molto amore la invio nel mio amatissimo Promontorio Across The Universe by The Beatles



permalink | inviato da Pachinos il 4/2/2008 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 gennaio 2008
Partito Democratico l'occasione unica per rinnovare la politica .giovani non vi arrendete partecipate e prendete la parola...


Colgo l'occasione per spiegare i motivi che mi hanno indotto a togliere il link con 
il blog del partito democratico...

Ebbene l'ho fatto per non indebolire le posizioni di autonomia di quel ragazzo Luca..
Vista la fronda mediatica tesa a diffamare ancora una volta la mia persona...

Ho ritenuto che quel blog potesse esssere fonte di disturbo da parte di terzi nei suoi confronti ho deciso mio malgrado di toglierre il link..

Ho apprezzato molto i suoi interventi sui vari siti e lo prego di non demordere e continuare ,nonostante la mia dose di ironia, a non prendersela coem fatto personale e di andare avanti nella sua a zione politica...
Ho apprezzato molto il link con il mio Pachinos nel blog del partito democratico... 

Più di questo..credo non si possa fare. Non abbassare la guardia e spronare alla coesiane..Ai ragionamenti sui progetti che si devono realizzare che su altro...

Invitare i giovani a non mollare nella partecipazione e alla
organizzazione del nuovo partito.
Il nuovo partito sarà quello che riuscirete ad essere...

Occorre, da subito, promuovere una azione di apertura politica verso gli aderenti..e i simpatizzanti..
Le fasi di assestamento esistono in qualsiasi contesto e questo come un altro è un processo in divenire che coinvolgera diverse e svariate persone ...

Dare la possibilità di aggregare nuove forze in grado e capaci di essere,potenzialmente, attrattori di voti..e di consenso politico...

Costruire una rete di relazioni su un progetto politico,che non esiste, che si intende portare avanti
Tutto nasce da questo evento...

Ecco perchè è importante che nessuno si senta padrone, ma che tutti partepino nella maniera più naturale possibile. Il progetto del nascente partito democratico non può essere la sommattoria delle componenti ma deve cercare di allargare le convergenze con quello che ti circonda...
Avere innanzitutto un progetto per lo sviluppo e il futuro di Pachino.

Un nuovo partito è portatore di un progetto politico che è di cardine ai presupposti dello sviluppo politico dei fatti.

Ecco perchè bisogna ricercare convergenze che facciano sentire partecipi al fare politica...
Tutta la parte progettuale che potrebbe svilupparsi per allargare il consenso politico al progetto viene riservata alla difesa delle posizioni..
.E' questione di uomiini, tuttavia...
Bisogna trovare persone che siano in grado di coivolgere quanta più gente possibile...
Un nuovo partito è un qualcosa di diverso di quello che erano i partiti..

Avrà successo nella misura in cui sarà in grado di essere diverso dal partito precedente...

E' in questa circostanza che si valuta la capacità di rinnovarsi e di partecipare al processo democratico con nuovi attori...Lasciate che i giovani e i volenterosi partecipino......

Nella misura in cui ci saranno le immancabili adesioni,già, si configura, di fatto, una indicazione di marcia inequivocabile...verso il nuovo...



permalink | inviato da Pachinos il 16/1/2008 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 gennaio 2008
La revoca del finanziamento per il PIT 9 Area costiera Marzamemi Portopalo...Chi è il responsabile unico e chi sono i collaboratori esterni???Fare quanto possibile per salvare il finanziamento...
La revoca del finanziamento del progetto Pit 9 area costiera era facilmente prevedibile...
Ma c'è chi ha avuto anche l'arroganza di mandare messaggi atti a fare venire meno questa
previsione e di questo ne ho dovuto prendere atto...Chi mi voleva smentire, è servito.
Ho capito dallo stato dell'arte..che mentre qualcuno progettava riattivazioni della tratta ferroviarie, la regione aveva già progettato e previsto piste ciclabili..Una ignoranza totale...Con difensori di ufficio di mezze tacche che non avendo di suo, usano le bischerate fatte da professionisti scadenti per cercare di fare "ombra" al sottoscritto...Tutto puoi toccare..ma su questo punto esprimo massima apertura e confronto...e reciproca collaborazione,autonoma ma condivisa su principi e valori base di alta prevalenza ed osservanza democratica...e di cui oggi, tutta una
No.Non ci siamo...la differenza abissale che mio onoro di avere nei confronti di certi personaggi prefigurano, come abbiamo visto uno squallore intellettuale che ha portato "taluni" personaggi ,ben individuati a realizzare il blog Frontepachinopromontorio.splinder..
Sono riuscito, ancora una volta , mettendo poche energie ad individuare la password di quel sitoblog..E tutto quello che esso contiene appartiene all'opera del sottoscritto...
certi personaggi sono convinto di dona....
Per tornare all'oggetto del post...

Ma attenzione non giosco perchè si perde il finanziamento.No...Qui casca l'asino...di
qualsiasi razza esso sia...La differenza con queste persone è specificatamente legata
alla preparazione professionale sulla materia che si tratta..E su questo sono orgoglioso..
Ho voluto pubblicare, dopo anni di speculazione e di diffamazione gratuita confermata anche dalla
Barbara Fronterrè dove dice e afferma che io sarei scappato da Pachino..Nonostante tutto, su questo non transigo...Ci vogliono le dovute scue ..o e la fine....E quando i cavalieri del santo sepolcro vedono insediate



permalink | inviato da Pachinos il 9/1/2008 alle 19:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
31 dicembre 2007
Nonostante tutto Pachino ha un Sindaco eletto dai cittadini...
Non è poco, come risultato. Avere una amministrazione che governa lo possiamo considerare un pregio e un dono per i pachinesi.
La politica dall'altra parte latita.inciampa si arena come un balena bianca colpita nelle parti vitali.
Ecco che assistiamo a capovolgimenti di facciata...ad escalation di partecipazione democratica tutte tese a dimostrare che si è i soli ed unici ad interpretare il nuovo, che indietreggia...
Questo succede a chi non ha memoria e a coloro che sulla memoria vorrebbero fare gli struzzi...
e nascondere tutta l'inconsistenza politica di cui sono portatori,sani...
E basta dare una occhiata alle prime news degli anni 1999 e dintorni per rendersi conto come queste persone, provenienti dalla società civile non sono altro che vecchie conoscenze abbondantemente sconfitti dalla storia politico-amministrativa di questo paese...
Prendiamo per esempio l'attuale presidente di Cità Etica...Franco Lao, firmatario della lettera di Pippobaudo che voleva ribaltare la frittata a mio discapito dopo che io stesso ho dovuto subire il linciaggio morale di essere attaccato da anonimi che manco a dirlo fanno merenda insieme a Giancarlo Barone..Suvvia , vogliamo prenderci per i fondelli non collegando il nesso amicale che configura una veria e propria setta?
L'attuale presidente, nel 1988, si presentò alle elezioni con la corrente della democrazia cristiana che faceva riferimento alla Dc di Pippo Bufardeci e .........Venne sonoramente sconfitto da Mauro Adamo che risultò il consigliere più giovane eletto in quel consiglio comunale...
Se poi guardiamo con più attenzione quei dati..dico quelli del 1999 vediamo che allora questa componente era vicina all'Asinello appoggiando a livello locale la sindacatura di Santacroce...

Candidate nella stessa competizione ,vi erano due donne...La Giuseppina Ignaccolo, con una sua lista Margherita e l'altra che proveniva dalla spaccatura, per me molto dolorosa, di Rinascita prima e del Pds poi, visto che lo sport preferito per l'affermazione della linea di partito era ed è quello di prendersi a sediate durante le riunioni...hahahahahah della Prof. Spampinato...

Sono state scritte delle cose ignobili su quella circostanza...
Una opera sistematica di diffamazione condotta da elementi della sinistra che verranno martoriati per quello che hanno scitto ingiustamente...e falsamente..protetti solo dall'anonimato...
Delinquenti moralmente ed eticamente..




permalink | inviato da Pachinos il 31/12/2007 alle 18:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 dicembre 2007
Al Vicesindaco di Portopalo di Capo Passero..Un cordiale saluto..niente di personale..almeno da parte mia....
 
area miliare..

Se qualcuno avesse sospettato, per un solo istante, che l'amico Micheluccio Balbo Taccones  non avesse avuto una risposta adeguata ...ha fatto un grosso errore...
Anche perchè si arrivati alla conclusione che tra i più pervi-caci molestatori del sottoscritto, manco a dirlo, c'è proprio un giornalista de La Sicilia e di Libero...ovvero Sergio Coglione, parente stretto, quello che agisce in anonimo, del noto giornalista da new York Sergio Taccone...

Mi riferisco al sito frontepachinopromontorio

Vedete avete potuto intimidire altre persone... e vi è andata bene..(vedi quel gran signore di Salvatore Lupo.. ) Ma avete fatto l'errore di sottovalutare il sottoscritto...
sono fatto di una pasta (triaca) che voi non potete neanche lontanamente immaginare quanto possa risultare indigesta...
E dunque ora viene l'ora della indigestione...
Premesso che io ho sempre proposto fatti politici che sono inappuntabili...Ma evidentemente a Portopalo la truppa fascista non è abitata al confronto e alla critica
Ed è per questo che agiscono come gli ha insegnato il vicedirettore Alias Betulla....
di Libero ..dalla seria bomba liberateli tutti...
ecco i fatti:

Piano Regolatore e zone exstaurbane cassate, depuratore, piano di esproprio della zona a parco alla "cicogna"...
Tutte cose che hanno espressa valenza politica...

E vero..mi sono lasciato andare sulla ghiotta...ma devo averlo citato, poichè il ricordo dell'incontro al mercato ittico, quando i due amministratori facevano le funzioni da Vigili Urbani davanti alla struttura ittica, ha riguardato una cosa bella che mi confidato il sindaco, e di questo lo ringrazio.
E cioè che il suo pensiero più bello, sulla memoria di mio padre: era la sua alta qualità di arrostire i carciofi....hahahahahahhahah
Credo che detto da un dietologo sia un complimento, e di questo gli posso dare la conferma...

Perchè sono stato per mia fortuna abbastanza vicino per assaporare le sue prelibatezze...E come figlio avevo diritto ad assaporne qualcuno..Il problema si pone evidentemente per chi ha assaporato quelle prelibatezze, senza mai mettere le mani al portafoglio...

Dunque la dissertazione scriptoria era dovuta alla memoria locale dove ,in quel contesto si parlava di cose mangiare....
Non sono tenuto a dare risposte sulla mia attività di consigliere di opposizione a Pachino ma non mi sottraggo. Ci sono le delibere dell'epoca. che possono testimoniare una attività politica sempre improntata alla massima correttezza e serietà e senza mai prendere in giro nessuno...

Se ti interessa ho anche pubblicato un video che riguarda la circostanza politica nel 1989, in qualità di segretario del Pci..

Voglio tuttavia ricordare al vicesindaco cosa ho fatto per Portopalo come tecnico...

Ho progettato e diretto la esecuzione della biblioteca comunale e del comando dei vigli urbani.
Ho presentato parcella per la direzione dei lavori che molto probabilmente rispetto ad altri esecuzioni, sarà possibile e probabile  riscontare, che le parcelle di altri tecnici( vedi casa comunale e altri lavori affidati dal sindaco Figura) sono state regolarmente  saldate completamente...mentre quella che mi riguarda e che riguarda anche l'Ingegnere Lombardo di Siracusa è l'unica a non essere stata saldata..
Se hai le palle..ora vai a vedere le carte...
E poi ti prego di una ultima cosa..
Non fare promesse che non puoi mantenere, scadi come personalità politica...
Quando non siete in grado di garantire quello che affermate: tacete....
alla taci il nemico ti ascolta, per intenderci sul bagnoasciuga....
E con questo ho concluso...
Dunque ...
Considerando l'aggressiva e quasi arrabbiata, sotto la barbitta alla Balbo,di  quel carissimo di Micheluccio, a cui francamente devo dire non mi suscita ne caldo ne freddo, dovevo una risposta...

Io non sono uno pronto e prono a farsi abbindolare da un politico fascista...

Lo dico senza alcun astio..perchè come ho detto, Michele Taccone Vicesindaco di Portopalo dopo la scena con il giornalista Bellu... è per me completamente inconsistente dal punto di vista politico e morale....
E non basteranno un milione di ave maria per toglierli il ridicolo...di dosso...

Io posso anche fare ridere...ma è molto più difficile suscitare il sorriso che l'arrabbiatura.
E poi la stessa cosa l'ha scritta mister Fatomas ...
Il dato vi accomuna...nell'inconsistenza politica di cui siete portatori...
Dunque....
Io comunista, senza macchia e senza paura...( si fà per dire) dico che.... quelo è un "Fascista"....hahahahahahahahahah

saluti ironici ...sempre dall'Hotel california di New York suite n° 666
hahahahahahahah

Dove Sergio Taccone convinto che non potesse essere intercettato scriveva su Pachinoglobale figendosi un signore di Milano che difendeva il sindaco..Ma quanto ti danno per fare questo lavoro????
Per non parlare dalla telefonata per fare togliere il mio libello di presa per il culo al giornalista...
Infine ricordo l'episodio più increscioso che poi ho ritrovato pari pari in un libro che mi è stato regalato..
Ebbene oltre al Gaetano eclipse vi erano riportate le stesse frasi che mi erano state mandate in anonimo da questo, si fà per dire, catanese che sulla via re cozzi si inventava la portopalesità....

Per tagliare la testa al Toro Toro  alligo una scritto di una nota avvocatessa...
taliana...

http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=2332

La Corte di Cassazione sentenzia sul significato delle parole
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di Anna Teresa Paciotti


Per noi “fascista” vuol dire militante dei Fasci dei lavoratori. Certo, in senso estensivo, dopo la fine del ventennio che ha visto l’Italia governata dal partito Fascista, il termine ha cominciato ad essere usato in senso spregiativo. Ma allora, dopo che il grande G. W. Bush si è inventato la guerra preventiva, ma ancora prima, basta ricordare Hiroshima e Nagasaki, anche “democratico” dovrebbe essere un insulto. Per non parlare delle guerre di regione, delle Crociate, della distruzione di popoli e culture ad opera dei conquistadores, anche “cristiano” potrebbe essere un insulto. Perché no ? perché solo “fascista” è un insulto ? Ma come, si parla tanto di pacificazione sociale e poi si continua con queste pretestuose polemiche. Che poi ci intervenga su la Corte di Cassazione, beh, scusate, ma non ci sta proprio bene. Semmai sottoponiamo il caso ai linguisti. A ciascuno il suo. La Corte ci ha già stupito e sorpreso quando a stabilito che si possono usare termini volgari. Adesso interviene a definire il significato di “fascista”. Diamoci un taglio, per favore. Altrimenti finisce che davvero perdiamo le poche certezze che ci rimangono, come la fiducia nella Giustizia. Sentenze come la n. 29433/2007 della Corte di Cassazione ci fanno solo ridere. Il caso riguarda un consigliere comunale Mancuso Roberto, consigliere di opposizione del consiglio comunale di Crotone, il quale, nel corso di una seduta del consiglio qualificava, tra l'altro, il sindaco della Città, Pasquale Senatore, «fascista nel senso più deteriore della parola». A parte chiedersi quale sia il senso più deteriore della parola, il singnor Mancuso aveva a disposizione migliaia di altri termini se voleva, ad esempio, tacciare di autoritarismo il Sindaco. Per tale fatto il Mancuso veniva condannato, anche al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile, dal Tribunale di Crotone, per il delitto di diffamazione. La Corte di Appello di Catanzaro confermava la sentenza di primo grado. Beh, giudici noi, lo avremmo condannato per scarsa conoscenza della lingua Italiana e carenza di capacità espressive. Tuttavia Mancuso ha promosso ricorso per Cassazione e la Corte, con la Sentenza citata, ha accolto il ricorso. I Giudici hanno osservato che la critica politica consente l'utilizzo di espressioni forti e anche suggestive al fine di rendere efficace il discorso e richiamare l'attenzione di chi ascolta. Nel caso di specie, ha aggiunto la Corte, è accaduto che il consigliere comunale Mancuso, facente parte del gruppo di opposizione al Sindaco, nel corso di una seduta del consiglio comunale, ha ritenuto di stigmatizzare il comportamento del primo cittadino in modo assai aspro definendolo «traditore», «ingrato», «squallido», «arrogante», «antidemocratico», «intollerante ad ogni forma di democrazia e fascista nel senso più deteriore della parola». Tutte le espressioni adoperate sono state ritenute scriminate dal Tribunale di Crotone, ad eccezione dell’epiteto «fascista». Ad avviso della Corte l’epiteto in questione non solo è il meno offensivo tra quelli adoperati dal Mancuso, ma è anche quello che ha un preciso e pregnante significato politico a differenza di termini come squallido, ingrato e traditore. Con il termine «fascista», infatti, non si fa altro che richiamare una ideologia e una prassi politica che è stata in passato propria di molti italiani, che ha caratterizzato per un ventennio del secolo scorso il governo del Paese e che, peraltro, trova ancora oggi espliciti sostenitori. Sul piano politico con l’uso di tale termine si intende stigmatizzare, da parte degli avversari politici, un comportamento ritenuto arrogante e antidemocratico, improntato cioè a scarso rispetto nei confronti degli oppositori politici, oltre che reazionario nelle scelte di politica sociale. È un termine che, quindi, sinteticamente e efficacemente consente di esprimere una valutazione complessiva sull'operato di un pubblico amministratore e il giudizio negativo che sottende è facilmente comprensibile anche per i comuni cittadini perché l'esperienza del ventennio del secolo scorso dominata dalla ideologia fascista è ancora viva nel ricordo di molti italiani. Non vi è dubbio, quindi che tale termine non può essere considerato un argumentum ad hominem, ma deve essere ritenuto come espressione di una critica politica, certo assai aspra, ma del tutto legittima. Ma non finisce qui, poiché la Corte si è premurata di sottolineare che dare gratuitamente del «fascista» a un comune cittadino è certamente offensivo perché mira a dipingere lo stesso come arrogante e prevaricatore, ma riferirlo a un politico che, peraltro, esercita rilevanti poteri pubblici è espressione di critica perché si paragona il modo di governare e di amministrare la cosa pubblica dello stesso a una prassi ben nota ai cittadini. Queste sottili distinzioni ci irritano. Intanto un politico è anche e prima di tutto un cittadino, di contro, qualsiasi cittadino, in quanto facente parte della “polis” è un politico. Pertanto diamo noi una lezione alla Corte di Cassazione. La prossima volta fate attenzione ai termini che usate. Non si doveva parlare di un “politico”, bensì di un cittadino facente di un partito politico. Altro è la politica, altro sono i partiti.


Anna Teresa Paciotti
annateresapaciotti@studiolegalelaw.it 

mercoledì, 16 gennaio 2008
Può il "Nunzio"( ) di "TERRANOBBILI" Portopalo di Capo Passero scivolare sulla  "triaca"?

tri|à|ca
Varianti: otriaca, teriaca, utriaca

Nella storia della medicina esiste un antico rimedio polifarmaco, la Teriaca (il cui nome deriva dal vocabolo greco “therion”, usato per indicare la vipera o gli altri animali velenosi in genere), dotato di virtù magiche e capace di risolvere ogni tipo di male, prescritto ininterrottamente dai medici per 18 secoli. In origine il suo uso principale era quello di combattere i veleni iniettati tramite il morso di “fiere velenose” e la sua invenzione si fa risalire a Mitridate, re del Ponto, il quale ne faceva uso quotidiano per combattere la paura ossessiva di essere avvelenato.

Si tramanda che la ricetta per la sua preparazione sia stata ritrovata da Pompeo nella cassetta di quel re e da qui il primitivo nome di “elettuario di Mitridate”. Fu Andromaco il Vecchio, medico di Nerone, che perfezionò la ricetta, aggiungendo la carne di vipera, certo che il suo uso avrebbe aumentato le virtù dell’antidoto. Nasceva così la Theriaca Magna o Theriaca di Andromaco, perfezionata poi da Critone, medico di Traiano. Galeno, nel “De teriaca ad Pisonem”, esaltò l’azione portentosa della teriaca e sostenne che era sufficiente assumerne ogni giorno una certa quantità per essere protetti dai più potenti veleni.

Caro "Nunzio" da te e dal tuo "unto compare" non me lo sarei mai aspettato!


Non me lo aspettavo anch'io..Come può un operatore della nunziatura  ridursi in questo modo...
Come può un deficente del genere che da oggi in poi viene chiamato l'elefantino ro  canaluazzu vista l'enorme e spropositata coppia di padiglioni  auricolari arrivare a tanto...
Deve soffrire di qualche problema di inferiorità culturale..non c'è altra spiegazione...
Tii conviene cambiare mestiere la nunziatura non è affare tuo...Non ne hai i requisiti...
hhahahahahahahahahahhahaha




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14 novembre 2007
Video Google You Tube Pink Floyd The Dark side of the moon



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9 ottobre 2007
Pachino Promontorio Target



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7 ottobre 2007
Appunti
L'OSSIMORO bretelloso...


Hanno prodotto un enorme danno alla comunità ?
Lo dicono pure: "una revisione del progetto avrebbe comportato il rinvio di anni"
Io gli rispondo onerevolmente:
( bastava anche una variante in corso d'opera)

Oggi Bono e  Vinciullo...festeggiano, propagandano una bretella che nei fatti dinamici è già superata.

L'apertura dell'autostrada e dello svincolo di Rosolini incrementerà sensibilmente il traffico sulla direttrice Portopalo-Pachino Rosolini..

Ecco perchè la manifestazione di presentazione di questo importante risultato ( ma ancora mi chiedo per chi?)
La costruzione della bretella riguarda una seire di lavori che interessano il comune di Noto.
Se tra cinque anni questa bretella  sarà costruita...
Le dinamiche del traffico  induco a pansare che la creazione di una bretella serva veramente a poco se si progetta oggi una buona soluzione per il potenziamento della Rosolini Pachino..
Questo farà cambiare diverse cose nel territorio ma vi assicuro: è un beneficio per tutti.
Ecco perchè io credo che hanno ribaltato la realtà dei fatti..
 

Hanno anche il coraggio e la faccia di presentarsi come i produttori della soluzione ideale per Pachino e Portopalo. La bretella di Calabernardo...

Non volendo entrare, ma è quasi naturale farlo, su quelli che sono i giusti interessi della pianificazione ed espansione della zona turistica di Noto...
Capisco anche l'importanza che questo avvenga per ridare un assetto migliore e più razionale alle previsioni urbanistiche della zona marina di Noto.

Due piccioni con una fava, tuttavia, non si possono prendere quando si ha a che fare con persone che di pianificazione del territorio e di urbanistica se ne intendono..
E riescono a leggere nella pianificazione molte cose e quali sono gli intendimenti di quella tale operazione.

Tutto nasce perchè alla basa del ragionamento c'è una scusante che non è accettabile poichè siamo nella condizione carte alla mano di potere smentire questa scusante di base...

In questi anni abbiamo assistito ad una rivoluzine epocale sull'uso e sui costumi dell'intera area geografica...Un mutamento netevole che si registra sopratutto nelle zona ionica.

Tutta la fascia costiera ionica da Portopalo di Capo Passero fino a Siracusa Catania Messina è interessata da cospicui interventi urbanistici lungo la costa.

E se ti metti di notte su un aereo che da Malta arriva a  Catania...al volgere del promontorio  dall'oblo vedi nella notte come una teoria di luci e lampi che partendo da capo passero arrivano fino al Plemmirion
pe via via toccare molti luoghi fino ad arrivare al Peloro...
Io credo che su questa questione di discreta portata politica non si può non contestare...quanto asserito..

Di fatto, mi dispiace dirlo, sono state dette cose non vere...
Cose riscontrabili...

1) Depositata al comune di Pachino ci dovrebbe essere un progetto della provincia che riguarda la sistemazione della provinciale... avvenuta nei primi anni 90.Prevedeva lo svincolo a Cianata i maria....
Poi, basta andare anche al Genio civile, opere stradali e ferroviarie, e li dovrebbe esserci il progetto del ponte stradale e quello ferroviario...sul fiume Tellaro.

2) In alternativa ci dovrebbe essere copia al comune di Noto e a Palermo alle Ferrovie, dei ponti sul Tellaro.

Un buon giornalista dovrebbe fare una ricerca prima di scrivere cose che appaiono, dispiace dirlo, solo propaganda nei confronti del Partito di Alleanza Nazionale...

     



permalink | inviato da Pachinos il 7/10/2007 alle 19:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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